Quella che sta per terminare è stata la “Settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale”, che ricorre ogni anno tra fine febbraio ed inizo marzo per sensibilizzare le persone a ridurre il consumo di sale.

Come ben sappiamo un consumo eccessivo di sale causa ipertensione, ma non solo; facilita  l’insorgenza di ictus ed infarti, dell’osteoporosi, dei calcoli renali e del tumore allo stomaco.

La quantità massima di sale consigliata al giorno è di 5 grammi, mentre in Italia ed in Europa arriviamo a consumare oltre a 10 grammi di sale al giorno, dunque più del doppio.

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“Cameriere, c’è della zuppa nel mio sale!” recita la campagna WASH del 2013


Come possiamo ridurre l’apporto di sale nella dieta?

Sicuramente la prima cosa che viene in mente è di utilizzare meno sale in cucina quando condiamo l’insalata, la carne o le verdure, quando saliamo l’acqua della pasta e così via.
In realtà, di tutto il sale che consumiamo ogni giorno, solo il 20-30% arriva dal sale da noi aggiunto in cucina. Ridurre questa fonte è senz’altro utile, ma non determinante.

Da dove arriva dunque il restante 70-80% del sale consumato?

La maggior parte del sale della nostra dieta è “nascosto” negli alimenti che compriamo.
E’ dunque necessario ridurre il consumo di tali alimenti ricchi in sale.

Tra gli alimenti più ricchi in sale troviamo:

  • i dadi da cucina
  • la salsa di soia
  • le minestre liofilizzate
  • i salumi (prosciutto crudo in primis, seguito a ruota da salame e bresaola)
  • i formaggi (provolone, pecorino e feta tra tutti)
  • le patatine in busta
  • i cracker e gli altri snack salati
  • la pizza
  • il pane

Riduciamo dunque il più possibile il consumo di questi alimenti.
Anche altri alimenti possono essere molto ricchi in sale, come le fette biscottate, i biscotti o i cereali da colazione. Quando fate la spesa, prendetevi del tempo per confrontare le etichette dei vari prodotti. Tra tutti i tipi di cereali o di fette biscottate in commercio infatti ce ne sono alcuni ricchi in sale e altri che invece ne hanno veramente poco.
Per quanto riguarda il pane, la scelta migliore sarebbe quella del pane toscano o di altri tipi di pane senza o con poco sale.

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Salumi, formaggi, snack e pane, molto utilizzati negli aperitivi, sono tra gli alimenti più ricchi in sale

 

E niente paura: il nostro palato si abitua molto velocemente alla mancanza di sale.

Dopo circa 2 settimane/un mese, un alimento che ora vi sembra insipido vi sembrerà molto più gustoso se vi abituate a mangiare con poco sale.

Ricordate anche che il sale è sostituibile con le spezie. Utilizzatele dunque in cucina per aromatizzare i vostri piatti in modo sano.

 

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