I formaggi, secondo la legge italiana, sono classificati in magri, semigrassi e grassi in base alla percentuale di grasso sul peso secco (senza acqua) dello stesso.

Quando mangiamo il formaggio però lo consumiamo nel suo intero, acqua compresa. Questa classificazione risulta dunque fuorviante per valutare la reale quantità di grassi contenuti nel prodotto.

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E’ perciò importante indicare la quantità di grassi presenti in 100 g. di formaggio edibile, così come lo mangiamo. Ecco i principali:

Mascarpone: 47 g.

Gorgonzola: 31 g.
Caciocavallo: 31 g..
Emmenthal: 31 g.
Formaggio spalmabile (tipo Philadelphia): 31 g.
Italico (tipo BelPaese): 30 g.
Gouda: 29 g.
Provolone: 29 g.
Fontina: 27 g.
Brie: 27 g.

Parmigiano: 26 g.
Stracchino: 25 g.
Ricotta di pecora: 25 g.
Edam: 25 g.
Camembert: 24 g.

Feta: 20 g.
Mozzarella di bufala: 18 g.
Mozzarella: 16 g.

Formaggio spalmabile light (tipo Philadelphia light): 11 g.
Mozzarella light: 9 g.
Ricotta di vacca: 8 g.
Fiocchi di latte (tipo Jocca): 4,5 g.
Quark light: 0,5 g.

Come possiamo vedere, la maggior parte dei formaggi contiene un’enorme quantità di grassi. In molti formaggi circa 1/3 del peso è rappresentato da grassi. Vanno un po’ megli0 i formaggi generalmente considerati come leggeri, quali la feta e la mozzarella, ma anche in questo caso la percentuale di grasso si attesta tra il 16 ed il 20% del prodotto, facendoci capire che così magri non sono.

La questione non è solo la quantità di grasso, ma la qualità. Nei formaggi infatti la quasi totalità dei grassi è rappresentata dai grassi saturi, quelli dannosi per la salute e colesterolo.

I formaggi da preferire sono sicuramente quelli appartenenti all’ultimo blocco, in cui la quantità di grassi risulta più bassa.

 

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Attenzione anche al tipo di latte: i formaggi di pecora e di capra sono generalmente più grassi rispetto ai corrispettivi vaccini, questo perchè nel latte di pecora e di capra è presente una maggiore quantità di grasso. L’esempio più lampante è la ricotta. Se una ricotta di vacca può essere considerata un prodotto con relativamente pochi grassi (8 g. su 100 g.), la ricotta di pecora presenta ben 25 g. di grassi su 100 g. di prodotto.

Il consiglio è dunque quello di consumare liberamente ricotta di vacca, mozzarella light, fiocchi di latte e quark light e di consumare con molta moderazione tutti gli altri formaggi, senza rinunciare però a dei pezzetti di grana o di parmigiano ogni tanto, e ad una spolverata sulla pasta o sul riso.

Ricordiamoci poi che i formaggi, in particolare quelli più ricchi in grassi, sono da considerare un secondo piatto, e dunque un sostituto di pesce, carne o uova, e non un alimento extra da inzio o fine pasto.

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