Uova contaminate dal Fipronil, quanto sono pericolose?

E’ dell’inizio del mese di agosto la notizia diffusa in tutta Europa riguardo la contaminazione delle uova dal Fipronil. Secondo le recenti notizie 15 Paesi, tra cui l’Italia, risultano coinvolti.

Che cos’è il Fipronil? 

Il Fipronil è un insetticida utilizzato come antiparassitario per gli animali domestici, come cani e gatti, che agisce contro zecche, pulci, pidocchi e simili. L’insetto contaminato non muore subito, ma va a contaminare altri insetti, motivo per cui questo insetticida è così potente.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)  il Fipronil è “moderatamente tossico” per l’uomo e per questo motivo il suo utilizzo sugli animali destinati all’alimentazione e negli stabilimenti di produzione di alimenti è severamente vietato.
Si tratta di una molecola resistente al calore che, di conseguenza, non si elimina con la cottura.

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Come è arrivato nelle uova? 

Come è finito allora nelle uova? Probabilmente in modo casuale: il Fipronil è stato illecitamente addizionato ad altre sostanze utilizzate per le disinfestazioni di allevamenti in assenza di animali. Il principio attivo è rimasto però nell’ambiente passando successivamente agli animali tramite ingestione. Il farmaco accumulatosi nei polli è successivamente passato alle uova.

Non si sa con certezza se l’insetticida addizionato con Fipronil sia stato commercializzato anche in Italia ma il Ministero della Salute, con un comunicato del 11/08/2017, ha avviato  a scopo precauzionale, una serie di campionamenti che riguardano uova, ovo-prodotti, carne di pollame e alimenti derivati su tutto il nostro territorio.

Quali sono gli effettivi rischi?

Sono stati effettuati degli studi sui topi ma, per ovvi motivi etici, non è possibile effettuare dei test diretti per rilevare la tossicità sull’uomo. Considerando la dose letale del topo, per provocare la morte nell’uomo sarebbero necessari diversi grammi.

Sulla base delle analisi effettuate sulle uova contaminate, la quantità di Fipronil è risultata essere dieci volte maggiore al limite di legge imposto dall’Unione Europea, ma comunque largamente al di sotto del limite di tossicità.

Se si mangia un uovo contaminato dunque non succede nulla, in caso invece di consumo assiduo di uova per vari giorni di seguito si potrebbero avere dei sintomi quali leggera sonnolenza, tremolio alle mani e bassa reattività. Si tratta comunque di sintomi reversibili, e non c’è rischio di morte per l’uomo.

 

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